Cos’è S.O.S SCUOLA

Il coordinamento “S.O.S. Scuola Liguria” prende vita  a Genova il 25 settembre 2008, durante un’assemblea cittadina promossa dai lavoratori di ruolo e precari delle scuole in lotta contro l’ affondamento della scuola pubblica e contro la crescente precarizzazione del lavoro.

Da quel giorno, genitori, insegnanti di ruolo, insegnanti precari, studenti, cittadini hanno convogliato nel coordinamento le loro informazioni e le loro aspettative: le visioni dei singoli hanno trovato spazio di condivisione, quindi forma e voce.

 Il coordinamento sos scuola accoglie chiunque abbia il desiderio di comprendere e la volontà di reagire, di non cedere di fronte a scelte legislative elitarie, motivate da programmazioni finanziarie e che costituiscono un palese attacco politico e culturale alla scuola di tutti.
 Vi si ritrovano in maniera spontanea persone che si attivano in iniziative comuni ma diversificate , come diverse sono le anime di chi vi partecipa, volte ad informare ed a difendere quelli che riteniamo diritti fondamentali, soprattutto delle persone che stanno crescendo: bambini, ragazzi, giovani…
Dal 4 ottobre, giorno dell’inaugurazione del Salone Nautico, dove il coordinamento è stato presente nella prima manifestazione cittadina, le iniziative si sono susseguite ed hanno scandito  tutte le settimane seguenti…

Il coordinamento non ha riferimenti partitici, rifiuta etichette esterne, nessuno vuole “convincere” l’altro; le differenze diventano arricchimento e tutelano da eventuali “strumentalizzazioni”.
L’unico obiettivo è far arrivare la disapprovazione dei tanti che non intendono continuare a pagare…in tutte le “declinazioni”: pagare in istruzione, pagare in cultura, pagare in capacità di esprimere i propri bisogni e difendere i propri diritti, pagare in salari, pagare in aspettativa di vita soddisfacente, pagare in qualità di vita, pagare in lavoro sempre meno garantito, pagare in ritmi di vita umani, pagare in relazioni interpersonali, pagare in relazioni familiari e pertanto individuiamo come primo obiettivo il ritiro incondizionato dell’ articolo 64 della legge 133 (decreto Tremonti), che enfatizza la politica di ridimensionamento dell’ investimento sulla scuola già avviato dai precedenti governi.
Se vengono scardinati sistemi come quello dell’istruzione statale, pubblica (ma anche quello della sanità, della previdenza sociale, della giustizia..), cosa rimane a garantire i principi costituzionali? Dove finisce la nostra civiltà?

Non pensiamo che alcuni aspetti del sistema d’istruzione pubblica non vadano “riformati”, anzi devono essere sicuramente migliorati ma non attraverso minori investimenti, non attraverso minor quantità di personale, non attraverso minore specializzazione, non attraverso minor tempo di rapporto con i “clienti” (ovvero…studenti), non attraverso minore qualità delle infrastrutture, e tanto meno attraverso maggiori costi per le famiglie e per la società.
Non pare vero che otto articoletti, contenuto totale di un piccolo decreto (non chiamiamolo riforma!), abbiano acceso gli animi di tanti cittadini…
Ciò nonostante  il nostro Governo pensa ancora che gli Italiani non l’abbiano compreso… e l’indignazione sale…
 Ci fossimo trovati davanti al testo legislativo impegnativo di una riforma organica, forse qualcuno avrebbe ceduto, ma  gli otto articoli li abbiamo letti proprio tutti!
Per molti poi è stato sufficiente l’art. 4…cosa significa?
minor numero di insegnanti: per gli insegnanti minori possibilità e qualità del lavoro, per i genitori e la società minor linfa culturale ed educativa
minor numero di ore di insegnamento: per i nostri bambini minori possibilità di conoscere/conoscersi, sperimentare/sperimentarsi…
      introduzione della pratica discriminante tra chi potrà permettersi alternative        e chi non potrà…
     disgregazione dell’unico ambito di vita dove i bambini sono tutti uguali…. Solo la  scuola pubblica rende tutti ugualmente speciali e tutti tutela perché questo è il suo mandato.
Ricaduta negativa sulle famiglie e sul mondo femminile in particolare: minor tempo per il lavoro, per la gestione della famiglia….
      unicità di scelta per le donne/mamme lavoratici:  minor salario o maggiori spese…e poi non parliamo di potere d’acquisto!  

Ecco perché il coordinamento tocca tanti e non solo chi ruota intorno al mondo della scuola o dell’università…perché tocca tutti coloro che sono sensibili ai principi di democrazia, libertà e responsabilità sociale.

Pertanto il coordinamento, con l’ intento di allargare ed accogliere ulteriori contributi, l’ ultimo in ordine di tempo è quello dell’ assemblea degli istituti superiori genovesi che ha deliberato di aderire al coordinamento, invita le scuole a discutere e eventualmente riconoscersi nei seguenti punti:

1.invertire la tendenza rispetto ad una logica di tagli indiscriminati
2.ottenere il potenziamento delle risorse umane e finanziarie date alla scuola
3.sbloccare il numero di classi a tempo pieno
4.non accettare passivamente l’ introduzione dei voti numerici ma avviare una riflessione più ampia sulla valutazione degli alunni
5.valorizzare il  lavoro collegiale all’ interno della scuola (didattica, programmazione apertura all’esterno
6.valorizzare e promuovere tutte le diversità (disabilità, multiculturalità)
7.ridurre il numero degli alunni per classe al fine di valorizzare le relazioni e la qualità dell’ intervento didattico

per raggiungere questi obiettivi le scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado intendono intraprendere le seguenti iniziative:

1.non effettuare gite, viaggi di istruzione e attività esterne a pagamento
2.non sostituire i colleghi assenti al fine di far emergere la situazione di emergenza rispetto al tema delle supplenze e dell’ utilizzo dei precari
3.boicottare le funzioni strumentali che si configurano come sostegno alle funzioni dirigenziali (da declinare scuola per scuola)
4.richiedere al momento dell’ iscrizione alla prima classe esclusivamente il modello tempo pieno
5.non adottare nuovi libri di testo
6.nelle scuole superiori, in una logica solidaristica tra insegnanti di ruolo e insegnanti precari, lasciare a quest’ultimi la conduzione dei corsi di recupero


Coordinamento S.O.S Scuola Liguria

This entry was posted in Generale. Bookmark the permalink.